Sushi e vino, lo Chardonnay Sanct Valentin 2024 e il roll Dodo di Momoyama per il trend dell’estate.

L’Alto Adige incontra la cucina fusion in Versilia, per la nuova edizione del progetto “Sogni Estivi” della Cantina San Michele Appiano. La struttura minerale del loro Chardonnay si unisce alla creatività del ristorante di Forte dei Marmi, guidato da Duccio Di Giovanni.

L’unione tra la creatività della cucina fusion nipponica e l’eccellenza dell’enologia italiana è ormai un trend consolidato nella ristorazione contemporanea. Un connubio al centro della nuova edizione di “Sogni Estivi”, il format con cui la Cantina San Michele Appiano propone abbinamenti d’autore esplorando le potenzialità dei propri vini alfieri, a partire dal marchio Sanct Valentin. 

L’idea che la cucina asiatica e fusion richieda esclusivamente vini leggeri o bollicine viene smentita quando si affrontano preparazioni articolate e stratificate. Il roll Dodo di Momoyama è un esempio perfetto di questa ricerca gastronomica: la croccantezza e la nota grassa del gambero fritto si fondono con la morbidezza dell’avocado e del riso sushi, avvolti nell’alga Nori e coperti dai filetti di salmone. La parte superiore aggiunge ulteriori livelli di gusto, grazie alla tipica salsa di soia dolce della casa e alla tartare di salmone leggermente piccante. Per sostenere un piatto che gioca su dolcezza, sapidità, grassezza nobile e una delicata spinta piccante occorre un vino di corpo, che dialoghi alla pari.

Lo Chardonnay Sanct Valentin 2024 della Cantina San Michele Appiano rappresenta la risposta ideale a questa sfida enogastronomica. Un bianco di grande struttura, minerale, potente e al tempo stesso elegante, che prende vita da uve selezionate coltivate tra i 450 e i 550 metri di altitudine nel comune di Appiano, lavorate sapientemente dall’enologo Jakob Gasser attraverso fermentazione alcolica e malolattica in barrique-tonneaux, seguita dall’affinamento sui lieviti sempre in barrique-tonneaux per 12 mesi, infine l’ulteriore maturazione post-assemblaggio di almeno 8 mesi in botte di cemento. La spalla acida ben integrata e la mineralità dello Chardonnay ripuliscono perfettamente il palato dalla ricchezza dell’avocado e del gambero fritto, mentre la morbidezza del salmone trova una corrispondenza nel sorso rotondo, che contribuisce anche ad ammorbidire la nota leggermente piccante della tartare, lasciando un finale pulito e armonico.

Una sinergia che dimostra come la grande viticoltura altoatesina sappia inserirsi con eleganza nei trend internazionali della ristorazione: la ricerca portata avanti da Duccio Di Giovanni al Momoyama trova nello Chardonnay Sanct Valentin 2024 la conferma di come l’estetica e la tecnica orientale, contaminate dalla sensibilità mediterranea, insieme ai grandi vini bianchi italiani, possano regalare un’esperienza enogastronomica di altissimo profilo.

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Alessia Telese
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