


È stato inaugurato a maggio l’intervento di ampliamento dell’Hotel Bella Vista di Trafoi, progettato da Matteo Thun & Partners, in collaborazione con l'architetta Christina Biasi-von Berg dello Studio Biquadra per l'interior design e con l'ingegnere Wolfgang Oberdörfer per la progettazione strutturale, urbanistica e la direzione lavori. Più che un ampliamento, il progetto rappresenta una riflessione contemporanea sul rapporto tra architettura e paesaggio alpino. L’intervento interessa l’edificio storico, risalente al 1875 - di proprietà della famiglia del campione olimpico Gustav Thöni, amico dell’architetto Thun - portando la volumetria complessiva a 21.000 metri cubi, attraverso un linguaggio discreto e rispettoso della natura circostante. Il progetto comprende 24 nuove Suite Natura con ampie vetrate panoramiche rivolte verso l'Ortles e le Dolomiti dell'Engadina, una lounge bar di 250 mq dedicata alla storia sportiva di Gustav Thöni e della Valanga Azzurra, una nuova area wellness con 550 mq di spazi indoor e oltre 5.000 mq di aree esterne, quattro saune, infinity pool affacciata sul canyon di Trafoi, area Fire & Ice e idromassaggi panoramici. Completano il progetto una Family Spa di 400 mq, due piscine dedicate ai bambini, una piscina per adulti e lo scivolo acquatico Waterfall.
IL GENIUS LOCI COME PRINCIPIO PROGETTUALE
L'intervento si fonda sul principio del Genius loci e sulla volontà di instaurare una relazione profonda con il contesto del Parco Nazionale dello Stelvio. L'ispirazione è quella del "nido", archetipo universale di rifugio; da qui nasce un'architettura che non cerca di imporsi sul paesaggio ma di diventare parte integrante dello stesso. Le nuove volumetrie si sviluppano come un organismo leggero, caratterizzato da ampie superfici vetrate che dissolvono il confine tra interno ed esterno. Le 24 nuove Suite, il lounge bar, la spa e gli spazi comuni sono concepiti come veri e propri punti di osservazione privilegiati verso le montagne. «È come se l'ospite abbracciasse la natura e, allo stesso tempo, la natura abbracciasse l'ospite. L'architettura ha semplicemente il compito di rendere possibile questo incontro» racconta Thun.
MATERIALI E MAESTRANZE LOCALI
Coerentemente con la filosofia progettuale dello studio, l'intervento privilegia materiali locali e naturali: cirmolo, abete e quercia provenienti dal territorio alpino, pietra locale, elementi modellati dall'acqua del Rio Trafoi e tessuti ispirati alla tradizione della Val Venosta. Un ruolo centrale è stato svolto dalle maestranze locali, coinvolte in tutte le fasi della realizzazione. «L'architettura nasce da un'idea, ma senza gli artigiani rimane soltanto un disegno sulla carta» spiega l’architetto.
INTERIOR DESIGN: TRA NATURA E MEMORIA
In continuità con il concept architettonico, il progetto di interior design sviluppato dall'architetta Christina Biasi-von Berg per lo Studio Biquadra interpreta gli spazi come un'estensione del paesaggio circostante. Nelle aree wellness predominano pietra naturale, tonalità luminose e accenti verde muschio, scelti per lasciare spazio al panorama montano. Negli spazi comuni, invece, il racconto si intreccia con la storia di Gustav Thöni e della leggendaria Valanga Azzurra: il lounge bar "Home of Gold" utilizza tonalità blu, bianche e rosse che richiamano il bianco della neve e le porte blu e rosse delle gare di sci, le fotografie degli anni Settanta costituiscono il contesto storico, che racconta una delle pagine più iconiche dello sci italiano.
Il progetto di Matteo Thun per l’Hotel Bella Vista dimostra come architettura, paesaggio e tradizione artigianale possano dialogare in equilibrio, dando vita a un luogo capace di interpretare il presente senza perdere il legame con le proprie radici.
Altre informazioni:
Susanna Sala
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